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Antonio
Teruzzi è nato nel 1945
a Brugherio, dove vive e lavora. Espone dal 1970.
I primi anni di attività sono caratterizzati da una pittura di
impianto figurativo con forte impronta personale, volta ad interpretare
incisioni rupestri, animali, figure umane, con uso di tecniche miste,
olio e fuoco.
Teruzzi è in primo luogo pittore, ma anche scultore e incisore, esegue
affreschi e non disdegna occasionalmente le arti applicate. Ama, in pittura,
l'impiego di pigmenti puri e di terre attraverso tecniche laboriose ed insolite
quali l'encausto su legno o su carta, e l'affresco su tela o su stucco lucido
applicato a tavole anche d'estese dimensioni. Vi ricorre per conseguire effetti
particolari, ma anche per il gusto della materia in se. L'affascina l'idea d'unire
materia e spirito, traguardo tra i più elevati delle antiche pratiche
alchemiche.
Negli anni '70 nasce a Brugherio la Galleria-Studio
Lascaux,
punto di incontro di scambi artistici e culturali.
In seguito la ricerca tende alla rarefazione nell'aria e nella luce di
forme umane, angeli e animali immersi in paesaggi evocanti paradisi terrestri.
Questo tipo di ricerca artistica è descritta in un testi di Roberto
Sanesi che fa esplicito riferimento alla poetica rilkiana e che
accompagna la prima personale milanese alla Galleria Annunciata nel
1982.
Dagli anni '80 impiega la tecnica dell'encausto su intonaco
e su tavola in opere che impaginano segni minimi nel contesto di sinopie
di schemi architettonici.
Sono di questo periodo una serie di mostre allestite in luoghi di interesse
architettonico: ville in disuso, antiche corti e chiese sconsacrate diventano
spazi di convivenza tra pittura e letteratura. Temi raccolti e pubblicati
in volumi quali "Che l'infanzia finisca cosi?" di Luciano Rossi
, "Percorsi Celesti" e "Affioramenti"
di Alberto Crespi. (continua)
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