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1945
Antonio Teruzzi nasce a Brugherio, dove vive e lavora.

anni '70
I primi anni di attività sono caratterizzati da una pittura di impianto figurativo con forte impronta personale, volta ad interpretare incisioni rupestri, animali, figure umane, con uso di tecniche miste, olio e fuoco.
Teruzzi è in primo luogo pittore, ma anche scultore e incisore, esegue affreschi e non disdegna occasionalmente le arti applicate. Ama, in pittura, l'impiego di pigmenti puri e di terre attraverso tecniche laboriose ed insolite quali l'encausto su legno o su carta, e l'affresco su tela o su stucco lucido applicato a tavole anche d'estese dimensioni. Vi ricorre per conseguire effetti particolari, ma anche per il gusto della materia in se. L'affascina l'idea d'unire materia e spirito, traguardo tra i più elevati delle antiche pratiche alchemiche.

anni '80
La ricerca tende alla rarefazione nell'aria e nella luce di forme umane, angeli e animali immersi in paesaggi evocanti paradisi terrestri. Questi tipo di ricerca artistica è descritta in un testo di Roberto Sanesi, che fa esplicito riferimento alla poetica rilkiana e che accompagna la prima personale milanese alla Galleria Annunciata.
Dagli anni '80 impiega la tecnica dell'encausto su intonaco e su tavola in opere che impaginano segni minimi nel contesto di sinopie di schemi architettonici.
Sono di questo periodo una serie di mostre allestite in luoghi di interesse
architettonico: ville in disuso, antiche corti e chiese sconsacrate diventano
spazi di convivenza tra pittura e letteratura.

 

Hanno parlato di lui:

Riccardo Barletta
Paolo Bendinger
Felice Bonalumi
Cristina Casero
Alberto Crespi
Raffaele Deluca
Maria Lucia Ferraguti
Carlo Franza
Alberto Mari
Mauro Paolocci
Claudio Pollastri
Lorenzo Quattropani
Vittorio Raschetti
Roberto Sanesi
Barbara Saccagno
Pierluigi Senna
Emilio Vergani

 
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